Ricami D’inchiostro recensisce Teresa ha gli occhi secchi di Alberto Colangiulo

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  • teresa immagineUn Pub, il Nostoi Pub, incastrato tra la salsedine del mare e i profumi di una cucina forte che si esprime e imprime per dissonanza di ingredienti.
  • Un uomo, il ‘Vara, personaggio fiabesco dalle mille sfumature. Un acrobata di storie e sentimenti o forse un pirata sfuggito ad una tempesta, finito tra le braccia di un porto e di un donna: Teresa.
  • Teresa, il suo collo seducente e i suoi occhi. Secchi.

Questi gli ingredienti speziati dell’ultimo romanzo di Alberto Colangiulo, autore salentino che abilmente mescola, grazie alla sua penna incantata, dissonanze e opposti, impastando la storia di un omicidio a quella di un porto, espressione di una terra selvaggia e meravigliosa. Troppo bella e incontaminata per essere apprezzata dai suoi abitanti, i Pelacani.
Teresa ha gli occhi secchi, edito da Lupo Editore, rapisce, coinvolge e lascia navigare il lettore tra le onde di una tempesta di sentimenti che schiaffeggiano, costringendo a riflettere sui grandi interrogativi dell’essere umano.
Il ‘Vara primeggia orgogliosamente conscio del suo fascino perverso. Uomo dai mille abissi che induce a far sprofondare l’anima per assaporare davvero la bellezza di una vita che deve sempre essere pienamente vissuta. Quasi come se fosse un piatto, uno dei suoi, dove tutti gli ingredienti si sfidano in una lotta di sapori e dove le dita vanno inzuppate tutte nel piatto, senza galatei, perché solo così il sapore ti attraverserà.
E poi Teresa, donna seducente e silenziosa, che si muove tra le ombre del Nostoi Pub servendo birra e pulendo tavoli. Intorno a lei favole e tempeste si muovono, fasciando il suo corpo di mistero e di bellezza. La sua storia centellinata tra le pagine del romanzo induce ad incollare gli occhi al libro lasciando che la nave guidata dall’autore attraversi un oceano di pensieri, tra indagini e ricordi, tra leggende e ricette, tra l’apparenza e il vero essere.
Magistrale la penna di Colangiulo che riempie di sfumature una storia forte e incisiva.

La lettura del libro crea dipendenza e alla fine ti viene voglia di andare al Nostoi Pub per bere un Bambinello, mangiare maltagliati ruvidi di grano duro con melanzane e cozze, e sopratutto per sentir cantare il ‘Vara e la sua vita, mentre le tue dita affogano nel piatto.

“Dietro ogni azione c’è sempre un sentimento che la muove.
E i sentimenti sono solo due, come in due è diviso il giorno, come in due sono divisi i suoni. O c’è musica o c’è silenzio. O è giorno o è notte. O è amore o è odio. Tutto il resto sono solo sfumature continue di questi opposti. E allora sarà un sentimento dolce, sfumatura dell’amore, che ci farà donare un fiore, o sarà l’invidia, sfumatura dell’odio, a farci commettere brutte azioni, con le mani o con le parole.”

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