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L’anima delle parole

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Scriviamo, leggiamo e sprechiamo miliardi di parole. Le accartocciamo contro le nostre labbra come fossero involucri di dolciumi da gettare via. Ma quante volte ci fermiamo ad assaggiarne il vero sapore? Quante volte ci fermiamo a sentire la loro dolcezza sciogliersi lentamente nell’anima?

Forse quasi mai.

Le parole ci scorrono dalle labbra come fiumi in piena senza che ci siano argini a trattenerle. E non ci accorgiamo che esse, come essenze vellutate di magia, possono creare meravigliosi incantesimi o terribili cicatrici.

Quante cicatrici portiamo nel cuore? Quante di esse sono state inflitte da parole scagliate contro di noi con violenza?

Tante. Troppe.

Molti non si accorge di quanto forte e spietata sia l’anima delle parole. Un’ancestrale magia che può creare suoni e forme meravigliose, schiudere segreti ed innalzare sentimenti, ma anche ferire, squartando quel velo sottile che protegge la nostra delicata essenza. Qualcuno a volte ci violenta, lapidandoci con le sue altisonanti parole da esperto. Quanti stregoni della parola!

Allora in questo mondo che cerca di travolgerci con il suo cicaleccio feroce di parole, dovremmo tacere per un momento, afferrare un buon libro e lasciarci coccolare dalle sue parole, interrogandoci sul loro vero significato e sulla loro incandescente magia.

Inizio da qui… dalle PIEGHE DELL’ANIMA

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Ho sempre posseduto un diario.
Ho sempre posseduto una riserva segreta di carta e una penna, un mondo di mezzo a portata di mano dove poter annegare solitaria nei miei pastosi pensieri fatti d’inchiostro.
La scrittura fa parte di me, avvinghiata alle cavità più nascoste della mia anima, cucita a quello strato profondo dell’essere, viscerale, potente.
Allora perché non scrivere? Perché non aprire quell’universo di sensazioni che popolano i miei silenzi e irrompere in questo universo fatto di click per provare a far vibrare queste mie dolci PAROLE D’ORGANZA?
Spero possano farvi compagnia, proprio come fa l’organza quando scivola sulla pelle, coccolandola.