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Una romantica cena di San Valentino per due (più o meno)

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14 Febbraio ore 21,30 che la commedia abbia inizio. Ristorantino, bigliettino, appuntamentino, bacino. Una serie interminabile di diminutivi e vezzeggiativi da far invidia all’intero collegio degli accademici della Crusca riuniti in seduta straordinaria per festeggiare ed onorare il Santo dell’Amore.E per una strana magia ti ritrovi alle 21,30 nel bel mezzo del dolce naufragare nel mare infinito dell’umano delirio, seduta ad un tavolo di un ristorantino niente male, inondato di candele e cuoricini, a celebrare l’amore nel bel mezzo di un carnevale brasiliano, seduta accanto a due romantiche coppiette.

Signorina Lato Sinistro: gnocca da far rabbrividire persino Tutankhamon. Calze a rete con fascia di pizzo posizionata perfettamente sotto il bordino della gonna, camicia vedo e non vedo (vedo, vedo) a pois tono su tono e labbra tinte di rosso che fanno pendant con la tovaglia. Seduta dinanzi ad un elegante ragazzotto in giacca e cravatta, visibilmente anestetizzato dai pois.

Signorina Lato Destro: vestitino anni ’30 (dell’800), boccoli veri, come quelli della mia ultima Barbie, incantevole vocina, e uno sguardo perso negli infiniti ghirigori del muro dinanzi a lei, uno sguardo perso nei lontani fumi dei suoi pensieri.

Perché uscire a cena la sera di San Valentino in realtà vuol dire trascorrere una bella serata in compagnia, la compagnia di persone che non hai mai visto in vita tua, ma che continuano ad urtarti con il gomito alitando nel tuo bicchiere. Perché la sera di San Valentino i ristoratori sono così fedeli al concetto di amore e condivisione, tanto da moltiplicare i tavoli e sistemarli uno accanto all’altro, così da poter far sentire tutti “Vicini Vicini”.

Allora diventa inevitabile perdersi nei discorsi della Signorina Lato Sinistro, intenta a ricercare le sue amiche su facebook che in tempo reale stanno postando i loro selfie da “supergnoccastar” per farsi localizzare immediatamente dalle povere amiche single, costrette a film e patatine in compagnia del fedele divano. Paola, Giovanna, Martina… ci sono proprio tutte e tutte sono state localizzate in posti più alla moda. A sottolineare a quel povero ragazzo sfigato in giacca e cravatta che, nonostante i suoi sforzi, ha sbagliato tutto, ma proprio tutto, perché le sue amiche l’hanno fregata, ancora una volta. Eppure a me non sembra essere così delusa dal piatto di paccheri e gamberoni, anzi, sembra aver dimenticato che fino a qualche istante prima stava gravando sulla mia coscienza con i suoi discorsi sul controllo ossessivo delle calorie, mentre io cercavo di mangiare i miei fusilli con carciofi e salsiccia di Norcia, conditi con un po’ di pecorino che sul menù tenevano a sottolineare fosse di masseria.

E la Signorina Lato Sinistro? Immersa in una ascetica contemplazione del suo tortino di verdure, una volta fumante. Impegnata ad eliminare ad una ad una le foglioline di menta amalgamate nell’impasto.

E gli uomini??? Silenziosi. Lontani. Vittime di San Valentino che dall’alto vigila benevolo sul loro portafogli, rigorosamente riempito a sufficienza per onorare la festa dell’amore…

E mentre nel mondo le donne lottano ogni istante per raggiungere la vera parità dei diritti che ci viene negata, la Signorina Lato Sinistro e la Signorina Lato Destro si alzano per andare in bagno proprio quando il cameriere ha portato il conto, ben lontane dell’idea di pagare di tasca propria la cena romantica di San Valentino. E mentre i due uomini si chiedono dove sia andato a farsi fottere il controllo delle calorie che le loro dolci donzelle monitorano quotidianamente con una app, dato che hanno mangiato così tanto e senza scrupolo calorico di coscienza, sono costretti ad obbedire alle regole del galateo e a sborsare, in nome dell’Amore, il conto.

Portata dopo portata la serata scivola via “tra incanti di desideri” e “frasi d’amore sussurrate” in mondo visione tra un selfie e l’altro, tra un “mi piace” e un pettegolezzo. Lontani da Giulietta e il suo balcone, da Heathcliff e la sua follia, dal Professor Piton e dalla sua fedeltà a Lily Potter. Lontani dalla magia delle lettere e dai sospiri centellinati, lontani dalla poesia e dalla bellezza delle parole. Lontani dall’amore.

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Parlando d’amore: intervista alla Signorina Mafalda Russo

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Ho avuto il piacere di incontrare alcuni giorni fa la Signorina Mafalda Russo, protagonista ombrosa e silente di Nel Profumo dei Gigli. Insieme, davanti ad una fumosa tazza di tè, abbiamo chiacchierato sull’amore e sulle sfumature di questo strano sentimento che ha profondamente scalfito la sua vita.
“Signorina Mafalda, l’abbiamo conosciuta attraverso le pagine di un racconto, ma mi è parso di capire che lei abbia tenuto questa storia chiusa in uno scrigno per molti anni della sua vita. Perché?”
“Provi ad immaginare una ferita. Cosa facciamo quando, presi dal panico, ci accorgiamo di esserci fatti mali? Copriamo subito la lacerazione e cerchiamo ad occhi chiusi di fasciarci. Bene, io ho fatto questo, mi sono fasciata per sentire meno dolore.”
“Mi parla di lacerazione e di dolore, ma stiamo parlando di amore. Cos’è per Mafalda l’amore?”
“Una malaria”
“Una malattia, quindi?”
“Ci sono i sintomi, c’è un’evoluzione, un picco ed una lenta guarigione. Ogni malattia ci fortifica e in qualche modo ci rende più energici, ci rende migliori.”
“Si è innamorata da ragazza, e poi?”
“Credo che si ami solo una volta veramente. L’amore ci marchia ed in modo indelebile. Ci si incontra una volta, una sola, eterna volta, e si sceglie di farsi pervadere da una sola corrente… Le altre sono spirali di vento.”
“Quindi ci sta dicendo che non ha amato più…”
“Forse non ha letto la mia storia… Ho amato ogni giorno della mia vita e ho cercato di difendere il mio amore senza sgualcirlo, senza sciuparlo, senza permettere al dolore della delusione di annientarlo… Ho distrutto per un po’ me stessa, ma mai il mio amore.”
“Lo ha difeso?”
“Certo. E continuerò a farlo, perché mi ha insegnato la bellezza della vita, la fragranza dei colori, la poesia della natura e la profondità dell’anima. Ti accorgi di avere un’anima, proprio quando inizi ad amare.”
“Ma nel fare questo ha dimenticato se stessa…”
“Dimentichiamo sempre qualcosa…”

Mi ha lasciato con queste parole, la Signorina Mafalda Russo…
Forse il nostro incontro è stato un bagliore racchiuso in un sogno, in una delle lunghe notti di inverno quando persino le stelle si tengono vicine per farsi compagnia. Forse l’ho incontrata davvero, in uno scontro di ombre e fantasmi… Forse la sua storia non esiste, o forse si rigenera ogni volta che una donna sceglie di amare e di donarsi completamente a questo sentimento. Perché Mafalda appartiene ad ognuno di noi, è il nostro lato più tenace dell’amore. Tutti abbiamo uno scrigno come il suo e come il suo carico di ricordi e vecchie fotografie. Giochiamo a dimenticare certe esperienze, ma non dimentichiamo mai davvero; il ricordo è tenace, e le lacerazioni lasciano sempre cicatrici.
Le sue parole sono forti come uragani e mi sembrava giusto celebrare la sua poetica visione della vita, condividendola con voi che tanto l’avete amata e odiata come personaggio…

Ad maiora e Buon San Valentino, anche se credo che ogni giorno l’amore dovrebbe essere celebrato.cuori

Penelope ed una nuova avventura!!!

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Buongiorno mie cari lettori…oggi di comune accordo con Penelope abbiamo deciso di condividere con voi una delle nostre strampalate avventure: abbiamo,qualche giorno fa, iscritto il nostro romanzo al suo primo concorso letterario!!! Siamo molto emozionate!!!
Abbiamo bisogno però del vostro aiuto!!! Il concorso al quale stiamo partecipando e “Il Tombolo” organizzato dall’associazione ProCantù e prevede una prima fase durante la quale i romanzi iscritti saranno votati online. Solo i primi 10 romanzi più votati avranno accesso alla seconda fase, durante la quale una giuria tecnica valuterà le opere.
Sono sicura che mi aiuterete in questa nuova avventura. Vi posto il link scorrendo la pagina troverete la copertina di Nel Profumo dei Gigli, se volete potrete cliccare sulla manina e votare Penelope e la sua storia.fotina 5

Ad Maiora!!!

http://www.procantu.co.it/premio-letterario/4a-edizione-2016/

Un anno di noi!!!

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buon-compleannoOggi il blog Le Parole di Organza compie un anno!!!
Un anno pieno di scrittura ed emozioni, un anno di ricami d’inchiostro e pieghe dell’anima che hanno reso la mia vita piena di sfumature e di nuove, esilaranti possibilità.
La scrittura fa parte della mia vita, è cucita sotto la mia pelle e batte rumorosa e irruente a due passi del cuore, tingendo il mio sguardo di uragani e sensazioni.
Questo è stato un anno importante…la nascita di questo blog mi ha dato la possibila di farvi conoscere la mia scrittura e parte delle mie strampalate idee.
Oggi è giorno di festa.
Ringrazio di cuore le persone che mi hanno accompagnato in questa nuova fantastica avventura:
Emmanuela che ha fatto materialmente nascere questo blog e Francesco il mio insostituibile correttore di bozze, senza il quale nulla nella mia vita sarebbe mai possibile.

…momenti di estasi…

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lumache

Ci sono istanti che racchiudono attimi inattesi di felicità…

Basta fermarsi un momento, ascoltare il respiro della natura, rincorrere un bagliore di luce, per essere sorpresi dalla poesia della campagna e dall’amore che in essa palpita. Per accorgersi della magia cangiante della luce, del battito costante della vita, nascosta tra i fili d’erba bagnati di rugiada, tra le fronde degli alberi che cercano di stendere le loro braccia
cariche di frutti, soltanto forse, per solleticare il cielo…
Ed è proprio in mezzo alla natura che ti accorgi di essere piccolo, una particella del tutto, un microcosmo di emozioni fragile e incompleto, una sola pennellate del divino progetto di un artista folle e innamorato. Eppure ti accorgi di essere leggero, di essere sereno e di
avvicinarti per un solo, eterno momento all’idea del paradiso….

ROCKINDAY!!!!

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locandinaPrendete un gruppo di amici strampalati con la passione piccante del rock, aggiungente un palco illuminato da esuberanti giochi di luce, mescolate il tutto con della buona birra, condite con dell’ottima musica rock attentamente selezionata e otterrete il ROCKINDAY.
Il festival giunge quest’anno alla sua nona edizione è festeggia le sue candeline con degli ospiti eccezionali che incendieranno il palco con la loro buona musica.
La serata del 6 Agosto prevede:
CSI, UNA e MINIMANIMALIST, giovane band vincitrice del contest organizzato dall’associazione presso il DRINK’N’ROLL.
La serata del 7 Agosto sarà affidata ai REZOPHONIC, I GIARDINI DI CHERNOBIL, LENULA, MIWOOK.
Gli organizzatori hanno voluto mescolare anche quest’anno i grandi nomi della scena rock italiana con le giovani band, dando loro la possibilità di condividere lo stesso palco, le stesse emozioni e lo stesso eccezionale pubblico.
Vi ricordo che lo spettacolo si terrà presso la Villa Comunale di San Vito dei Normanni, con inizio ore 21,00, non cercate di essere ritardatari perché gli organizzatori mi dicono che spaccheranno il minuto!!!
Ricordate ROCKINDAY!!!

Eva arriva da lontano…

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eva immagineIl mare sorprende con i suoi riflessi infiniti di luce. Il mare accoglie desideri, scrigno ovattato di confessioni e rimpianti. Il mare lenisce coccolando con le sue infinite correnti sotterranee.
I piedi nudi si incrociano, orme sconosciute sulla sabbia, si sfiorano come voli lontani di gabbiani e poi per un attimo toccano lo stesso orizzonte di vita, prima di perdersi per sempre.
Eva arriva da lontano, il suo paese è distante migliaia di orizzonti. Guarda il mare ogni giorno sotto il peso massacrante delle sue mercanzie colorate che propone con eleganza, poeticamente aiutata dalla sua intonata voce dall’accento francese. Eva porta disegnati sul volto i colori del suo paese, il Senegal, lasciato per inseguire una corrente fortunata, un sogno di rivincita, un attimo di felicità. Lei sorride e nei suoi occhi esplodono le danze della sua terra, l’euforia del suo coraggio, l’esuberanza dei suoi meravigliosi paesaggi.
È una bellissima donna Eva. Il suo volto racconta infinite storie di coraggio, i suoi occhi assetati di felicità racchiudono gli infiniti bagliori del mare. Io mi complimento con lei per la sua capacità di parlare francese, lei sorride e mi promette di parlare un po’ ogni giorno con me per abituare il mio orecchio. La sua generosità mi disarma.
Non ci sono filtri tra noi due; lei è leggera come la brezza che spira la sera sfiorando la natura e inebriandosi di profumi, lei racchiude in sé la forza delle donne, quel coraggio inarrivabile cucito sotto la pelle, la loro eleganza, la loro determinazione.
Avrei tanto voluto parlare con lei in riva al mare, ascoltare la sua storia, le tappe di quel lungo viaggio che l’ha fatta approdare sulle nostre spiagge a vendere fermagli e parei a scontrosi villeggianti solitari. Avrei voluto ascoltare le storie del suo paese, i suoi sogni, ma lei ha sorriso e con il suo meraviglioso francese mi ha salutato: “À bientot, mon ami”.
In quel saluto vi era tutta la bellezza della sua promessa…
Buona Fortuna amica mia… Spero che il nostro paese ti regali un pezzo di felicità.

Il mensile “Il Punto” ha dedicato un articolo a #sullerivediitaca!

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punto immagine

Sono molto felice che il mensile Sanvitese “Il Punto” abbia dedicato un articolo a #sullerivediitaca.
Ringrazio Emmanuela Petrarolo Digital Champion per l’attenzione dimostrata verso il nostro progetto e per la sua sensibilità. Ripropongo l’articolo sul mio blog aspettandovi #sullerivediitaca con le vostre storie e i vostri commenti.
E voi cosa volete raccontare #sullerivediitaca? Aspetto i vostri tweet!
A presto, Vita.                                        penny hashtag