Archivi tag: cicatrici

‪#‎PrimoMaggio‬‪

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claudio-piccol

‪#‎sullerivediitaca‬

vorrei che le donne non si trovassero mai a scegliere tra un figlio e un lavoro

vorrei che il lavoro delle nostre braccia e delle nostre menti fosse annodato allo scorrere sanguigno dei sogni

vorrei che le notti passate sui libri servissero davvero a qualcosa

vorrei che fossimo felici del nostro lavoro e non “accontentati” perché poteva essere peggio

vorrei che la nostra costituzione fosse reale e non un pezzo di carta ammorbata di utopie

Attimi…

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Jeremy Lipking - Tutt'Art@ (15)

Sulle rive di Itaca il tempo si prende gioco di me.
Cerco di rendere leggeri i miei sogni, ma la realtà li sgualcisce, trasformandoli in leggeri fogli di zucchero vulnerabili come la vita che cerca di generarsi e a volte annega in una possibilità sprecata.

Sulle rive di Itaca cerco di ritrovare me stessa e il gomitolo del mio passato.
Come una tessitrice accarezzo le trame di organza, creo ricami e mi perdo nelle cicatrici del tessuto.

Le cicatrici… le conosco da sempre, impresse nelle pieghe del cuore e nelle ombre della pelle.

P. M.

Sulle Rive di Itaca una donna scruta l’orizzonte…

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penny

Dentro di me si confondono destini, parole, sentimenti.

Dentro di me bruciano i colori di un lontano passato

e i volti della mia infanzia si confondono

come ombre di un intricato orizzonte.

I miei piedi ascoltano il canto di questa terra

selvaggia, arida, calcarea…

e aspetto.

Perché nel mio nome

è nascosta l’attesa

Chiedetevi chi sono e cominciate ad attendermi!

E’ arrivata, in un giorno di primavera…

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October Sky Jeremy Lipking

October Sky
Jeremy Lipking

Eccomi qui.

Sono stata concepita da una folle ossessione carnale, partorita da un sogno oppiaceo in un giorno cupo di tristezza, quando le membra stanche della mia genitrice cercavano conforto.

Eccomi qui:

donna,

camaleonte,

crisalide.

Immagine riflessa di un mondo interiore ammorbato da fantasmi carnivori, ostaggio segreto di una follia inarrestabile, balsamo profumato di favole e racconti lontani masticati dalla mia anima.

Eccomi.

Cominciate a chiedervi chi sono…

Frida Kahlo “la pittrice che ha saputo succhiare la vita”

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Frida Kahlo

Pittrice travolgente, donna forte ed emancipata. Simbolo di un paese, il Messico, coinvolto in profonde mutazioni politiche.
Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón è ancora una ragazzina quando rimane vittima di un incidente automobilistico che la costringerà a restare a letto per un lungo periodo e che le condizionerà profondamente la salute per il resto della vita.

Le ferite della carne subite dalla giovane ragazza messicana sono tangibili sulle tele dei suoi lavori, autoritratti incandescenti di un vissuto che danza a stretto contatto con la morte, la Pelona. Il dolore è infatti al centro della sua pittura che si concretizza in immagini forti come i feti abortiti, le bende, le cicatrici dei suoi interventi chirurgici, le apparecchiature ortopediche che si materializzano come ex voto lasciati dai fedeli nelle chiese messicane. I suoi dipinti sono ammorbati da profondi dubbi esistenziali, dall’amore, dal desiderio, dalla morte, che minacciano costantemente la sua vita e contro i quali la Kahlo si difende con la propria arte . Le sue opere sono autoritratti che ripercorrono quasi come un diario la sua vita, minuziosamente orientati verso la cura della particolarità quotidiana, dettagli che racchiudono e raccontano la sua terra. Forte è anche l’impronta nella sua arte della mexicanidad, filosofica lettura esistenziale che cerca di ingannare la morte come la vita e che si esprime marchiata anche sul modo folcloristico di Frida di mostrarsi al mondo. Gli abiti tipicamente messicani, i monili, le acconciature rendono la sua immagine potente come un amuleto, diventando il simbolo indelebile di una grande donna e di un’incandescente pittrice.

Frida Kahlo  Albero della speranza mantieniti saldo 1946

  Frida Kahlo
Albero della speranza mantieniti saldo
1946

Frida Kahlo Ospedale Henry Ford (o Il letto volante) 1932 Museo Dolores Olmedo Patino Città del Messico

Frida Kahlo
Ospedale Henry Ford (o Il letto volante)
1932
Museo Dolores Olmedo Patino
Città del Messico

L’ingannevole favola dell’essere donna

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Frida Kahlo Le due Frida (1939) Museo de Arte Moderna Città del Messico

Frida Kahlo
Le due Frida
(1939)
Museo de Arte Moderna
Città del Messico

Cominciamo ad ascoltare le favole dai nostri primi giorni di vita. Esse ci cullano, accompagnandoci in mondi paralleli fatti di zuccherose fantasie colorate. Il nostro microcosmo di emozioni comincia a vibrare e impariamo a conoscere la stranezza del genere umano, che irruento comincia a turbinare nelle nostre piccole menti. Proprio attraverso le favole ci viene proposto il modello stereotipato della bella principessa, il più delle volte caduta in disgrazia, che attende con la folta treccia al vento il suo dolce, muscoloso, stupido principe azzurro. Così ci abituiamo all’idea di dover essere salvate perché fragili e stupide, rinchiuse in un castello, nell’alto di una torre inespugnabile, senza pensieri e senza coraggio.
Ma le donne sono davvero questo?
Oriana Fallaci, Alda Merini, Virginia Woolf, Frida Kahlo, J.K. Rowling sono delle stupide marionette vestite di raso, fasciate in corpetti massacranti, tenute in piedi su improbabili scarpette rosse? O sono donne che hanno in qualche modo attraversato l’oceano dell’incomprensione e del coraggio per affermare il loro essere, imponendosi semplicemente come menti capaci di pensare?
Giochiamo a credere che la donna sia riuscita ad affermare la sua parità di genere, ma ogni giorno mi scorrono davanti agli occhi decine di donne che lottano ancora con la loro massacrante quotidianità. Sono corpi che si dividono tra il lavoro, i figli, la casa, il marito e una società ancora maschilista che ti impone di dover rinunciare a qualcosa, perché una donna non può fare tutto.
Allora la politica parla ancora di quote rosa e imprenditoria femminile, la letteratura di poesia femminile, di romanzo femminile e di pensiero femminile. Ancora ci rinchiudono nella nostra gabbia uterina, ancora siamo diverse perché donne. Ancora dobbiamo lottare il doppio di un uomo per poter avere un seggio in parlamento, un posto da dirigente, un angolo in una navicella spaziale.
Quanto vorrei cancellare quell’inutile aggettivo che ci affibbiano, perché ogni volta che viene fatto e noi accettiamo che questo avvenga, veniamo ingannate,colpite, ferite, massacrate.
La parità sarà raggiunta quando non ci saranno più feste da celebrare, quando la mimosa sarà soltanto un fiore che annuncia la primavera, quando smetteremo di fare notizia straordinaria, quando una donna diventerà presidente della repubblica e i giornali non dedicheranno interminabili prime pagine al suo utero, ma semplicemente al suo percorso politico.

L’anima delle parole

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                                                                  post 3 immagine

Scriviamo, leggiamo e sprechiamo miliardi di parole. Le accartocciamo contro le nostre labbra come fossero involucri di dolciumi da gettare via. Ma quante volte ci fermiamo ad assaggiarne il vero sapore? Quante volte ci fermiamo a sentire la loro dolcezza sciogliersi lentamente nell’anima?

Forse quasi mai.

Le parole ci scorrono dalle labbra come fiumi in piena senza che ci siano argini a trattenerle. E non ci accorgiamo che esse, come essenze vellutate di magia, possono creare meravigliosi incantesimi o terribili cicatrici.

Quante cicatrici portiamo nel cuore? Quante di esse sono state inflitte da parole scagliate contro di noi con violenza?

Tante. Troppe.

Molti non si accorge di quanto forte e spietata sia l’anima delle parole. Un’ancestrale magia che può creare suoni e forme meravigliose, schiudere segreti ed innalzare sentimenti, ma anche ferire, squartando quel velo sottile che protegge la nostra delicata essenza. Qualcuno a volte ci violenta, lapidandoci con le sue altisonanti parole da esperto. Quanti stregoni della parola!

Allora in questo mondo che cerca di travolgerci con il suo cicaleccio feroce di parole, dovremmo tacere per un momento, afferrare un buon libro e lasciarci coccolare dalle sue parole, interrogandoci sul loro vero significato e sulla loro incandescente magia.